Cos'è il Dominato
La zona del Dominato
Il marchio
Origini Storiche
Curiosità
Strumenti
Disciplinari
Tecniche
Eventi
Download
Links
Utilità
Newsletter
Forum
Scrivici
Rassegna Stampa
Soggetti Promotori
Cassa Padana
Popolis.it
AIAB Lombardia E.Romagna
Created & Powered by Popolis.it
IL MAIALE DELL'ABBAZIA - Tecniche

Quali animali scegliere?
Cinta Senese, Mora Romagnola possono essere ottime scelte.
Molto rustiche, ottima la qualità delle loro carni.
Personalmente però ho visto validissimi allevamenti bradi con Suffolk,
landrace, Large-white, Duroc e loro incroci.
Tieni presente che quello che si guadagna in rusticità si perde in ICA ed in accrescimenti giornalieri.
Il mantello chiaro non è un particolare problema se gli animali hanno a disposizione un' area fangosa per proteggere la pelle dai raggi solari.
Una zona ombreggiata è in ogni caso indispensabile soprattutto per le scrofe (Aborto da caldo).
Riproduttori di razze rustiche sono difficili da trovare e molto cari.
Tienili in considerazione solo per le condizioni più estreme o per quelle zone dove è massima la valutazione economica delle loro carni.
Scegli anche secondo il peso di macellazione previsto.
Per pesi al macello di 90/110 Kg P.V. potrebbe andar bene anche il Pietrain, anche se non ne ho esperienza diretta.
In linea generale tieni presente che le razze con le orecchie diritte in avanti sul grugno sono le più adatte al pascolo.


Per la certificazione Bio:
Gli animali devono provenire da un allevamento certificato. Oppure, in deroga, devono arrivare di un peso inferiore ai 25Kg e rispettare un periodo di conversione di 6 mesi.
Oppure devono rappresentare non più del 20% dei riproduttori femmine e non aver mai partorito.
I verri possono provenire da un allevamento convenzionale.
Sono previste ulteriori deroghe per casi particolari.
N.B. Tutte le deroghe devono essere autorizzate dall'O.D.C.(organismo di controllo)


Salute, igiene e profilassi.
Animali sani devono essere mantenuti tali.
Il regolamento CEE N°2092/91 nell'allegato n°1 ammette, purtroppo, anche se solo in casi eccezionali, l'uso di farmaci allopatici (antibiotici, sulfamidici, farmaci di sintesi).
Fino ad un massimo di tre cicli di cure in un anno se la vita produttiva è superiore ai 12 mesi (scrofe, verri), un solo ciclo invece per quelli all'ingrasso.
Disciplinari privati e disposizioni di alcune Regioni sono più severi.
Terapie naturali sono ammesse(omeopatia, fitoterapia ecc.). Anzi, caldeggiate.
Vaccinazioni: obbligatoria la profilassi contro l'Aujeszky (2 all'anno per i riproduttori, 3 per quelli in accrescimento e ingrasso). Per scrofe e verri bisogna valutare se esistono le condizioni per vaccinare anche contro
Mal-rosso e parvovirosi. Ricorda che anche le vaccinazioni non sono esenti da rischi.
Sono ammessi due trattamenti ogni anno contro le verminosi intestinali, con farmaci che abbiano tempo di sospensione di non più di 10 giorni.

Strutture, ricoveri e management adeguato.
L'allevamento può essere brado o semibrado.
L'allegato n°7 del reg.1804 definisce le superfici minime utilizzabili su cui tenere i suini.
Numero massimo di animali per ettaro: suinetti 74, scrofe riproduttrici 6,5 , grassi 14.
L'allegato n°8 stabilisce le superfici minime coperte e scoperte (recinti esterni):
· Scrofe 7,5/2,5m.q.
· Suinetti da 40 giorni a 30Kg 0,6/0,4m.q.
· Ingrasso fino a 50Kg - 0,8/0.6m.q. , fino a 80 Kg - 1.1/0.8m.q. , fino a 110Kg - 1.3/1m.q. .
Infinite sono le possibilità per quanto riguarda strutture e ricoveri.
Capannine, tunnel, riutilizzo di immobili preesistenti, uso di materiali particolari, recinti in rete, recinti elettrici, sistemi di alimentazione, impianti per l'acqua, abbeveratoi, mangiatoie, area parto ecc. ecc. sono argomenti troppo vasti per essere trattati in queste poche righe.
In ogni caso ricorda che la superficie a disposizione deve essere effettivamente utilizzata.
E non teorica. Gli animali si difendono dalle malattie se possono vivere in uno spazio ampio, altrimenti si rischiano malattie di difficile controllo come la Diarrea Rossa.

La suddivisione dell'allevamento per gruppi
Appena il numero lo consenta bisogna creare gruppi omogenei.
Questo vale per magronaggio e ingrasso e, a maggior ragione, per le scrofe in produzione. Svezzando insieme 10/12 scrofe andranno in calore nei successivi 4-8 giorni.
Un solo verro può "andare in crisi" e non riuscire ad ingravidarle tutte o può avere un seme troppo diluito. Conviene usare due verri e per, evitare aggressività, conviene che siano fratelli cresciuti sempre insieme. Passati i primi 10 giorni i due verri vengono sostituiti con uno che ha il compito di coprire quelle che ritornano in calore.
Per popolazioni numerose è indispensabile l'aiuto dell'ecografia per individuare le scrofe non gravide e soprattutto quelle gravide. Solo in questo modo si riescono a ricostruire gruppi che partoriranno insieme nel giro di pochi giorni, dato che nella fecondazione naturale non si conosce la data di accoppiamento certa.
Ricorda comunque che la fecondazione artificiale è ammessa.
E ricorda che è importante verificare ogni tanto , soprattutto in estate, la vitalità e la capacità fecondante del seme dei verri, per non ritrovarsi gruppi di scrofe vuote o verri mantenuti per niente. Fatti aiutare dai tecnici dell' APA(Associazione Provinciale Allevatori) della tua zona per l'ecografia ed il prelievo e la valutazione del seme dei verri.
Le scrofette, che non devono essere coperte prima dei 110/120Kg, è bene che vivano un po' con le scrofe adulte per fare anticorpi nei confronti delle principali malattie che coinvolgono la sfera genitale (SMEDI, Morbo Blu, Mal Rosso ecc.)

Alimentazione
Anche questo è un campo troppo vasto per poter essere esaurito in poche righe. Ricordo solo che: Gli animali devono essere alimentati con prodotti di origine biologica. In deroga (autorizzazione dell'O.D.C.) è permesso l'uso di alimenti convenzionali fino al 20% della razione annuale.(Max. 25% giornaliera).
I mangimi e le materie prime acquistati devono essere certificati. Se si utilizzano alimenti convenzionali è necessario fornire all'O.D.C. , per ogni partita, l'analisi che attesti che il prodotto sia esente da organismi geneticamente modificati. (ogm)
I suini devono avere a disposizione foraggi freschi, essiccati o insilati anche per favorire la naturale predisposizione al grufolamento.

Altre notizie alla rinfusa
I suinetti non devono essere svezzati prima dei 40 giorni.
La paglia per la lettiera può non essere di origine biologica.
Sono vietate (e inutili aggiungo io ) le mutilazioni come taglio dei denti e coda.
È prevista la possibilità di allevare in box i grassi nell'ultima fase del finissaggio.
Tratta bene gli animali, non gridare, non urlare, non picchiarli, non usare la pila elettrica.
Il suino è un animale intelligente e curioso, ma si spaventa facilmente.
È necessario un periodo di conversione di sei mesi per la certificazione Bio.

Esempio: Modulo per 50 suini all'ingrasso