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LE OCHE LONGOBARDE - Tecniche

Selezione
Sono da preferire le oche a piumaggio bianco. Si allevano anche le oche selvatiche che però non si accoppiano facilmente con le prime e non sono altrettanto domestiche.
(Marco Terenzio Varrone -Rerum Rusticarum-)


Riproduzione
Il periodo megliore per la riproduzione inizia a gennaio con un massimo di nascite verso marzo-aprile. L'accoppiamento avviene in acqua. In seguito le oche covano su dei piccoli nidi a forma quadrata imbottiti di paglia. Ogni oca cova in genere 9-11 uova (minimo 7 massimo 15).
Non si hanno più di tre covate all'anno.
Dopo la schiusa le ochette rimangono nel nido per 5 giorni dopo i quali, con tempo sereno, si spostano nei prati o nelle zone umide per l'allevamento.
(Marco Terenzio Varrone -Rerum Rusticarum-)

Razze
Le razze consigliate sono:
  • l'oca bianca di razza romagnola che raggiunge i 7 kg;
  • l'oca bianco nera di razza veneta che raggiunge gli 8 kg.

Ingrasso
Per favorirne l'ingrasso di questi uccelli si usava somministrare dei pastoni di farina di grano e orzo bagnate in acqua. Con questi impasti gli animali venivano ingozzati due volte al giorno. Prima di essere ingozzati gli animali potevano bere l'acqua che veniva somministrata per un periodo non superiore ad un'ora.
(Marco Porcio Catone - De Re Rustica-)

Nei recinti d'allevamento si realizzano dei capanni dove vengono ospitate una ventina di oche. Questi capanni devono essere realizzati in ambienti non umidi e disporre di un pavimento in paglia.
Le zone d'allevamento devono essere protetta dai predatori come le donnole e altri.
Per la loro alimentazione vengono usate le erbe che crescono spontaneamente nelle zone umide che vengono raccolte e poi distribuite nei recinti d'allevamento. la presenza delle oche in questi recinti infatti impedisce la crescita dell'erba a causa dell'eccessivo calpestio.
Per l'alimentazione viene distribuito anche grano o orzo.
Prima della vendita le oche vengono alimentate in questo modo:

  • quando si raggiungono l'età di circa 4 mesi si distribuisce della polenta o dell'orzo per tre giorni;
  • per tre giorni si somministra poi del nasturzio verde tagliato finemente messo a macerare nell'acqua;
  • si chiudono poi in piccole camere e si ingozzano con polenta e farina senza crusca: queste razioni, bagnate nell'acqua, vengono distribuite tre volte al giorno. dopo ogni razione agli animali è consentita l'abbeverata. L'ingozzamento dura circa due mesi.

(Marco Terenzio Varrone -Rerum Rusticarum-)