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FRUTTA BIO - INTRODUZIONE ALL'AGRICOLTURA BIOLOGICA |
a cura di:
Stefano Tellarini
Carlo Bazzocchi
STUDIO ASSOCIATO BIOLOGICO
CESENA
L’agricoltura biologica è l’agricoltura
come dovrebbe essere:
- sostenibile, cioè che non consuma
più energia di quanta ne produca ;
- non inquina;
- normalmente redditizia, dopo i primi anni
di conversione la redditività di una azienda agricola
biologica, condotta da un agricoltore ben preparato sembra
assestarsi sui livelli delle aziende leader della zona del
settore convenzionale;
- culturalmente impegnativa, non si basa
su semplici “ricette” e rapporti sintomo-medicina
ma sulla conoscenza dei meccanismi dell’agroecosistema;
- giovane, l’età media in agricoltura
biologica si assesta sui 39-43 anni mentre in agricoltura
convenzionale siamo oltre i 53 anni;
- in ascesa, da circa 10 anni l’aumento
medio di aziende e superfici nel settore del biologico varia
tra il 25 ed il 50% ogni anno
L’ agricoltura biologica è regolata
dal Reg. CEE 2092/91, ai sensi del quale le aziende che si
vogliono definire biologiche e perciò commercializzare
i loro prodotti su questo specifico mercato, ed ottenere i
particolari contributi garantiti al settore dal Reg. CEE 2078/92,
debbono:
1) essere sottoposte al controllo degli Organismi di Controllo
del biologico autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole;
2) utilizzare, per la difesa dalle malattie e per la fertilizzazione
delle piante, solo i prodotti indicati dagli allegati.
Tali prodotti non consentono una resa così
elevata come in agricoltura intensiva convenzionale, cioè
chimica, ne garantiscono l’efficacia della difesa da
tutte le avversità: insetti, acari, nematodi, malattie
fungine, malattie virali, malattie batteriche, erbe infestanti
(anche solo l’assenza di ogni prodotto erbicida e diserbante
modifica profondamente la tecnica colturale applicabile in
maniera efficace): gli insetticidi sono solo per contatto
e per ingestione e gli anticrittogamici sono solo di copertura.
Inoltre l’agricoltura biologica non è solo la
sostituzione di prodotti di sintesi chimica industriale con
prodotti naturali od a basso impatto ambientale ma anche e
soprattutto la modificazione delle pratiche agronomiche nel
senso di massimizzare la prevenzione delle avversità.
Esaminiamo questa “conversione” alla agricoltura
biologica.
Innanzitutto questa parola non ha una valenza univoca:
nel passato è stata intesa soprattutto come disintossicazione
del terreno della azienda agricola che iniziava a praticare
l’ agricoltura biologica, cioè un periodo in
cui i prodotti chimici usati nel passato scomparivano, si
distruggevano, si frantumavano , venivano asportati dalle
acque piovane.
Ciò si credeva sino a qualche anno fa ma oggi è
quasi impossibile sostenerlo alla luce delle recenti ricerche
in agroecotossicologia, per cui infatti ci sono prodotti chimici
che divengono irrilevabili alle attuali analisi chimiche nel
giro di poco tempo, mentre altri prodotti come i clororganici
ed i metalli pesanti ad esempio hanno una rintracciabilità
nel suolo agricolo a distanza di anni;
nella legislazione CEE, il già citato Reg. CEE 2092/91,
la conversione è il periodo di tempo che intercorre
tra l’entrata nel sistema di controllo ed il momento
in cui un prodotto ottenuto in quella unità produttiva
può essere commercializzato a pieno titolo come prodotto
da agricoltura biologica, generalmente 2 anni per le produzioni
erbacee e tre per quelle arboree;
prima dell’entrata in vigore del regolamento della CEE
in questo periodo era concesso un uso limitato di alcuni prodotti
chimici, allora ritenuti di più bassa tossicità;
successivamente alla sua entrata in vigore venivano ammessi
all’uso anche in questo periodo solo gli stessi principi
attivi ammessi in agricoltura biologica e nient’altro;
di fatto attualmente è semplicemente un periodo di
osservazione reciproca: l’agricoltore osserva la nuova
situazione di mercato, i nuovi attacchi parassitari, i nuovi
problemi e cerca nuove soluzioni con nuovo atteggiamento,
mentre i clienti consumatori ed Organismo di Controllo osservano
lui cercando di valutarne l’affidabilità;
in questo periodo dopo dodici mesi dal momento dell’entrata
nel sistema di Controllo ancora per un periodo da uno a tre
anni il prodotto della azienda agricola può venire
commercializzato nel mercato specializzato del biologico,
sempre accompagnato dalla dicitura “agricoltura biologica
- fase di conversione”;
in prospettiva secondo l’orientamento corrente dei tecnici
e delle associazioni di agricoltori biologici, c’è
un accorciamento del periodo di conversione biologica ad un
anno circa, con l’annullamento però della possibilità
di commercializzazione del prodotto ottenuto in questo periodo,
sul mercato specializzato della agricoltura biologica.
In questo periodo l’agricoltore si trova
ad affrontare i problemi di difesa dalle malattie e di fertilizzazione
del terreno con un arsenale estremamente ridotto: senza i
“cannoni” della chimica non si tratta più
di fare la guerra alle malattie ma la guerriglia e questa
guerriglia si chiama prevenzione.
ALCUNE INDICAZIONI PER UNA
AZIENDA CHE VUOLE INIZIARE A PRATICARE L’AGRICOLTURA
BIOLOGICA
LA COMMERCIALIZZAZIONE
Se l’agricoltore si vuole affacciare
sul mercato del prodotto biologico deve:
1. scegliere un Organismo a cui affidare il
controllo delle pratiche che svolge nella propria azienda
(tale scelta è opportuno farla in base ai costi, cioè
è opportuno richiedere dei preventivi agli Organismi
di Controllo che sono semplicemente aziende sul mercato;
2. decidere se vendere direttamente interamente i propri prodotti
ai consumatori, cosa che richiede disponibilità, tempo,
organizzazione e predisposizione
3. nel caso di aziende che per vari motivi pensino di non
potere o non volere commercializzare tutto da sole è
opportuno che esse contattino cooperative di agricoltori biologici
o comunque strutture commerciali attive nella propria zona
e specializzate sul biologico per avere:
- assistenza tecnica adeguata
- garanzia di collocamento del prodotto
La garanzia di collocamento del prodotto
si ottiene solo dopo avere programmato le colture da fare
in quantità e periodi , elaborando queste notizie in
base alle richieste di mercato.
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