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ORTO FRUTTA BIO - ALCUNI ASPETTI TECNICI FONDAMENTALI

a cura di:
Stefano Tellarini
Carlo Bazzocchi
STUDIO ASSOCIATO BIOLOGICO
CESENA

L’AMMENDAMENTO: COMPOST E SOVESCI

I due tipi di ammendamento più frequentemente praticato in agricoltura biologica sono:
· la somministrazione di compost: per letame compostato intendiamo una mescolanza di deiezioni animali e paglia maturato in presenza di aria per un lasso di tempo sufficiente a dare, in seguito all’attacco microbico, dei composti a catena sufficientemente lunga da formare lo scheletro di una struttura del suolo glomerulare, composta di microcamere in cui le radici possono reperire facilmente nutrimento ed acqua;
- il sovescio: consiste nella semina di colture, soprattutto leguminose, destinate poi ad essere interrate per migliorare il terreno; il Reg. CEE 2092/91 dice espressamente che “..la fertilità e l’attività biologica del suolo devono essere mantenute od aumentate, nei casi appropriati , mediante - la coltivazione di leguminose, di concimi verdi o di vegetali aventi un apparato radicale profondo nell’ambito di un adeguato programma di rotazione pluriennali..”

VOCAZIONE: AD OGNI SITUAZIONE LA COLTURA APPROPRIATA E AD OGNI COLTURA LA SITUAZIONE OPPORTUNA

Ogni vegetale predilige determinate condizioni ed ogni territorio vede determinati colture privilegiati da quelle particolari condizioni ambientali: più viene rispettata la vocazione del territorio e delle colture che si sceglie di coltivare e più dette colture crescono in maniera sana e vigorosa con meno problemi di carattere patologico.

CONTROLLO DELLE MALERBE

Le infestanti sono un grosso problema in agricoltura biologica e la lotta a loro assorbe la maggior parte delle energie mentali dei tecnici e degli agricoltori biologici, dato che il Reg. CEE 2092 non prevede l’utilizzo di alcun diserbante.
Le tecniche di contenimento su cui si può più contare, in biologico, sono le seguenti:
· meccanica: utilizzando attrezzature sarchiatrici meccaniche per lo spazio fra le varie file di ortaggi
· manuale: lungo le file degli ortaggi utilizzando sarchiatori manuali di vario tipo
· pacciamature: utilizzo di materiali di vario tipo sia degradabili (carte, cartoni, ecc.) che non (plastiche come PE, PVC, ecc.) che stesi al suolo sotto la pianta coltivata intercettano la luce impedendo la crescita delle erbe infestanti;
· false semine: preparazione del letto di semina e successiva eliminazione delle plantule delle infestanti emergenti tramite lavorazioni o pirodiserbo;;
· sovesci: sovesci brevi con essenze fortemente competitive nei confronti delle infestanti (es.: senape) che soffocano le plantule di infestanti appena nate, togliendo loro la luce;
· pirodiserbo: bruciatura od allessamento delle plantule di infestanti mediante apposite attrezzature, in pre - emergenza a tutta superficie , e in post - emergenza (solo Liliacee come cipolla).

BIODIVERSITÀ E LOTTA NATURALE

La scarsissima disponibilità di mezzi di difesa efficaci come i prodotti della moderna chimica di sintesi che sono giustamente esclusi dall’allegato II B del Reg. CEE 2092/91, spinge alla prevenzione alla messa in atto di tutti i “piccoli trucchi” della pratica agronomica antica e moderna, integrando solo alla fine con una difesa diretta.
Tra i vari mezzi quello più “moderno” è quello dell’incremento della “biodiversità” dell’ ambiente agricolo:
- siepi, boschetti e alberature
- zone incolte
- rive inerbite di fossi e canali
- zone soggette a lunghi sovesci.

Queste strutture agricole:
- ospitano la maggior parte delle specie più importanti di insetti ed acari predatori e parassiti (coleotteri, ditteri, imenotteri, neurotteri, ecc.)
- permettono il mantenimento delle popolazioni di vertebrati selvatici
- devono essere composti di specie diverse indigene, adattate all’ambiente, rustiche
Tali strutture consentono di attuare la cosiddetta “lotta naturale”, cioè quella lotta agli insetti dannosi al campo coltivato che si basa sulla ampliamento e sullo sfruttamento della pressione degli insetti utili.