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IL POLLO DELL'ABBAZIA - Tecniche - BENESSERE
dr. Maurizio Arduin (zoonomo - pubblicista)

Altri argomenti: IGIENE - ACQUA

Indice:

Il benessere nell'allevamento dei polli dell'Abbazia

Nell'allevamento del pollo il benessere è una condizione che crea vantaggi economici per cui l'allevatore deve essere attento al mantenimento di tale situazione.
Il concetto di benessere dei polli nasce da un'attenta osservazione degli animali, dallo studio dei comportamenti di questi nel loro habitat naturale, ritenendo che solamente in quelle condizioni essi possono trovare il modo di avere una vita che appaghi completamente le loro necessità di ordine fisico e psicologico. In altri termini questo concetto viene indicato come "omeostasi psico-fisica" che dovrebbe essere mantenuta anche quando l'animale è allevato in cattività, vale a dire non si trova più nell'ambiente naturale ma in quello artificiale creato dall'uomo.
Quando le condizioni ambientali cambiano il benessere dipende dalle capacità di adattamento degli animali. L'ambiente e il comportamento dell'uomo però devono consentire all'animale di espletare quei comportamenti che l'adattamento non può eliminare.
È pertanto necessario operare su due fronti: uno quello genetico al fine di selezionare animali rustici in grado di adattarsi alle svariate condizioni ambientali;
l'altro è lo studio di condizioni d'allevamento e tecniche di gestione che consentano all'animale di espletare quei comportamenti che l'adattamento non può eliminare.
Situazioni anomali portano l'animale in una stato di disagio (stress) che è caratterizzato da modifiche sia sul piano metabolico-ormonale e sia su quello psicologico che hanno come esito finale una diminuzione delle performance produttive e riproduttive, alterazioni a livello qualitativo dei prodotti forniti, comparsa di patologie, presenza di stereotipi.
È importante non attribuire agli animali bisogni e sensibilità tipicamente umane (antropomorfismo): è necessario pertanto conoscere profondamente il loro comportamento e le loro esigenze che non sempre o quasi mai coincidono con quelle dell'uomo.


Esigenze ecologiche
L'ambiente d'allevamento è fondamentale per il raggiungimento del benessere degli animali. Situazioni ambientali anomali portano ad una condizione di disagio e quindi di stress. Lo stress a sua volta indebolisce l'organismo limitandone la funzione di difesa contro virus e parassiti. Questa necessità deve essere considerata sia per gli animali all'ingrasso e a maggior ragione per le galline in deposizione dato che si tratta di animali soggetti ad un ciclo produttivo prolungato.
L'ambiente d'allevamento con metodo biologico è costituito fondamentalmente dal pascolo e dal pollaio.
Il pascolo è una componente essenziale che, a differenza di altri animali (specialmente mammiferi) non ha lo scopo di fornire alimento per gli animali ma bensì è una condizione necessaria per mantenere alto il livello di benessere e di conseguenza la loro salute. Questo deve essere abbastanza ampio da consentire il mantenimento del tappeto erboso. Esperienze condotte presso la Stazione Sperimentale di Pollicoltura hanno evidenziato che lo spazio/pascolo per ogni capo non deve essere inferiore a 10 mq/capo.
Altra caratteristica fondamentale del pascolo è costituita dalla diversità dell'ambiente. Infatti è facile osservare che se su 100 mq di spiaggia rinchiudiamo 10 polli, in breve tempo tra questi animali si sviluppa il cannibalismo. La presenza di siepi, alberi a foglie caduche e altre componenti ambientali di diversificazione (buche di sabbia, zone d'ombra, ecc.) mantengono "occupati" gli animali diminuendo i contatti individuali e di conseguenza le "beccate" di identificazione - comunicazione.
Il ricovero costituisce poi uno strumento ambientale artificiale necessario per la gestione degli animali. Negli allevamenti da carne il pollaio ha solo lo scopo di raggruppare gli animali per consentirne il riscaldamento (durante il primo periodo d'allevamento) e facilitarne la cattura nella seconda fase d'allevamento. Nelle galline ovaiole il pollaio ha ancora lo scopo di raggruppare gli animali per eventuali necessità di cattura e per facilitare la raccolta delle uova che per motivi commerciali devono ovviamente essere pulite. La progettazione o ristrutturazione di pulcinaie, arche e pollai deve pertanto seguire questi principi e indirizzarsi verso la minor spesa per l'allevatore.
L'ambiente d'allevamento deve garantire un adeguato benessere agli animali anche durante il periodo di riposo. A questo proposito va ricordato che i polli, dopo il secondo mese di vita, necessitano di riposare appollaiati su un posatoio sollevati da terra. Ogni capo deve disporre di circa 20-25 cm. lineari di spazio posatoio: 12-14 capi/m2. Anche durante la fase d'ingrasso pertanto è necessario disporre di posatoi. Per queste necessità possono essere utilizzati dei piani listellati (in legno o altro materiale) oppure si realizzano delle barre posatoio. In quest'ultimo caso le barre posatoio devono tra loro essere distanziate di 25-30 cm. mentre la fina eventualmente adiacente ad una parete deve distare da questa 30-35 cm. Non va dimenticato poi che il "posto posatoio" è unico per i polli e le galline. Per verificare questo dato è sufficiente osservare i polli che vivono liberi. Questi infatti vanno ad appollaiarsi sui rami di un albero e mantengono sempre costante la posizione costituita da quei 20-25 cm. posizionati sempre nello stesso albero, nello stesso ramo e nello stesso punto. Se il posto posatoio garantisce il costante ritorno, alla sera, del pollo allevato in libertà, lo stesso succederà per i polli allevati con metodo biologico se forniamo loro le strutture che il loro comportamento richiede.
Il benessere viene influenzato anche dalla competizione che si instaura tra gli animali di uno stesso gruppo nell'approvvigionamento degli alimenti. È pertanto necessario disporre di adeguati spazi mangiatoia e abbeveratoio e di una adeguata distanza tra questi. In questo modo si evita che animali "dominanti" occupino per maggior tempo la mangiatoia e gli abbeveratoi. Se tra questi, infatti, c'è uno spazio superiore a due metri dopo alcune beccate gli animali sono costretti a lasciare il posto ad altri per andare a bere mantenendo così la tranquillità nel gruppo.


Esigenze etologiche
Come tutti gli animali anche i polli costituiscono dei gruppi "chiusi" all'interno dei quali si sviluppa una stretta gerarchia con l'individuazione dei soggetti dominanti. Il rispetto della scala gerarchica è condizione indispensabile per il mantenimento della tranquillità all'interno del gruppo. Ogni volta che all'interno di un "gruppo chiuso" vengono introdotti o individuati degli intrusi iniziano i combattimento di rito. In un ambiente naturale dopo alcune parate di minaccia gli intrusi o deboli non accettati dal gruppo si allontanano spontaneamente andando alla ricerca di un altro territorio. In allevamento però questo non succede dato che l'ambiente è recintato. In questo modo i soggetti dominanti continuano a beccare i soggetti deboli con il solo scopo di rimarcare la loro supremazia. Il susseguirsi di beccate può però determinare la comparsa di alcune gocce di sangue che incuriosiscono e invitano al gioco il soggetto dominante e tutti gli altri polli che come si sa imparano per imitazione. A questo punto il comportamento degli animali del gruppo degenera, si trasforma da gioco in vizio e in cannibalismo.
È pertanto sconsigliato introdurre nuovi soggetti all'interno di gruppi già formati. Oltre a questo però è necessario impedire che vengano "individuati" estranei all'interno del gruppo: cosa possibile quando due animali, dello stesso gruppo, non "si riconoscono" scatenando subito i combattimenti di rito.
La memoria dei polli infatti riesce a "riconoscere" solo 150-200 simili. Gruppi di animali superiori, e non trattati con "calmanti sintetici", scatenano continuamente combattimenti e competizioni mantenendo il gruppo in una situazione di stress.
Anche se la competizione tra gli animali è visibile già dai primi giorni, il fenomeno tende a stabilizzarsi verso la fine del secondo mese di vita. Durante il primo periodo di vita quindi non è necessario realizzare gruppi definiti di animali anche se si consiglia di non superare i 1.000 capi per nucleo.
Per quanto riguarda i rapporti con le altre specie avicole (tacchini, anatre, ecc.) e non (bovini, suini, ecc.), si ricorda che non esistono controindicazioni particolari anche se, per l'allevamento a scopo di reddito, si consiglia la realizzazione di cicli unici.
I polli infine, come precedentemente spiegato, sono animali curiosi e abituati al gioco. In situazioni naturali la maggior parte del tempo è occupata per la ricerca del cibo. Con le zampe viene razzolato il terreno alla ricerca di vermi o semi mentre il becco fruga tra le foglie e le siepi alla ricerca di insetti. In allevamento la ricerca del cibo è facilitata dalla presenza delle mangiatoie. Agli animali "rimane" quindi molto tempo a disposizione che occupano giocando. Anche se l'allevamento biologico viene praticato con metodi estensivi l'eccessiva disponibilità di tempo per il gioco porta alla diffusione, tra alcuni capi, del fenomeno del cannibalismo che in poco tempo coinvolge, per imitazione, l'intero gruppo. Tali situazioni possono essere evitate diversificando l'ambiente d'allevamento (con siepi, alberi, buche di sabbia, ecc.). In questo modo si consente agli animali di "occupare" il tempo alla ricerca di alimenti nell'ambiente limitando i combattimenti per gioco.

Esigenze alimentari
Nel pollo la prensione degli alimenti avviene con il becco e le bevande vengono ingerite immergendo il becco nel liquido e sollevandolo poi rapidamente in modo che la piccola quantità di bevanda venga facilmente deglutita. Dopo essere stato deglutito il cibo arriva al gozzo che è considerato una dilatazione dell'esofago e serve da serbatoio degli alimenti. Nel gozzo gli alimenti vengono rimescolati e macerati e subiscono una prima digestione enzimatica. In seguito, dopo circa 24 ore, gli alimenti possano nello stomaco ghiandolare dove vengono impregnati di succo gastrico. Nello stomaco muscolare (dove si possono trovare delle pietruzze la cui presenza può aumentare anche del 10% la digeribilità delle granaglie) il cibo viene poi "triturato" e questa azione corrisponde ad una vera e propria masticazione. Le sostanza nutritive contenute negli alimenti e trasformate chimicamente dall'azione dei vari enzimi, o fermenti idrolizzanti ad attività specifica, in composti più semplici, solubili e facilmente diffusibili, vengono quindi assorbite nell'intestino e distribuite ai vari organi e tessuti per sopperire al consumo di materia e di energia derivato dai complessi vitali dell'organismo. Conoscere gli elementi fondamentali della fisiologia digestiva del pollo è condizione necessaria per elaborare razioni alimentare rispettando le sue esigenze di benessere.
Per elaborare un corretto programma di alimentazione è importante poi conoscere, oltre al comportamento e alla fisiologia digestiva, anche le esigenze alimentari e nutrizionali dei polli e poi tradurre il tutto in un corretto razionamento.
Per esigenze alimentari si intendono le caratteristiche fisiche degli alimenti. I polli, come gran parte degli uccelli sono animali granivori e devono essere alimentati prevalentemente con granaglie. Inoltre, nella fisiologia digestiva degli alimenti, è previsto che il cibo venga "macinato" nello stomaco muscolare che funziona come un mulino e serve a macinare i diversi alimenti. Gli alimenti da somministrare quindi non devono avere una forma fisica omogenea "farine" ma bensì presentarsi in forma e consistenza eterogenea. Ideale pertanto nell'alimentazione dei polli sono dei composti sbriciolati di cereali diversi che presentano una granulometria e una consistenza diversa.
I polli inoltre si nutrono anche di erba e alimenti verdi che non devono mai mancare nella razione. già dalla seconda- terza settimana di vita le erbe e le verdure devono essere somministrate agli animali in apposite rastrelliere.
Per quanto riguarda le esigenze nutritive devono essere considerate le caratteristiche chimiche e caloriche necessari alla sopravvivenza ed a sostenere le produzioni dei polli in allevamento. Queste devono garantire un naturale accrescimento degli animali. Razioni insufficienti, oltre a limitare l'accrescimento e la vitalità dei polli, determinano situazioni patologiche da "carenza" con conseguente perdita dello stato di benessere.
Razioni troppo "spinte" invece determinano un veloce accrescimento degli animali con indebolimento degli stessi a causa dello stress fisiologico necessario per trasformare velocemente gli alimenti in carne. Questa situazione di stress determina, come indicato in precedenza, la perdita dello stato di benessere e una minore resistenza degli animali alle aggressioni di virus e parassiti.
Anche il pascolo deve essere a disposizione degli animali. I polli devono poter usufruire del pascolo non appena le condizioni ambientali e la loro età lo consente. In ogni caso oltre i due mesi di vita gli animali devono poter usufruire liberamente e ininterrottamente del pascolo: in questo caso, per favorire l'attività di ricerca degli animali, l'alimento non deve essere distribuito nelle prime ore della giornata ma in seguito.