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IL POLLO DELL'ABBAZIA - Tecniche - IGIENE
dr. Maurizio Arduin (zoonomo - pubblicista)

Altri argomenti: BENESSERE - ACQUA

Indice:

Igiene d'allevamento e profilassi

Le produzioni ottenute con metodo dell'Abbazia hanno l'obbiettivo di fornire al consumatore carni genuine, sane e salubri.
Tali obiettivi possono essere raggiunti con estrema facilità osservando alcune regole fondamentali:

  • scelta delle razze, linee o ceppi appropriati;
  • applicazione di pratiche d'allevamento adeguate alle esigenze del pollo capaci di stimolare un'elevata resistenza alle malattie ed evitare le infezioni;
  • uso di alimenti di alta qualità, abbinato a movimento regolare fisico e accesso ai pascoli, al fine di stimolare le difese immunitarie naturali degli animali;
  • adeguata densità degli animali, evitando così il sovraffollamento e qualsiasi problema sanitario che ne potrebbe derivare;
  • attuare un corretto programma di profilassi e cura.


Scelta delle razze, linee o ceppi appropriati
La scelta di idonee razze o incroci è fondamentale nell'allevamento biologico del pollo o della gallina ovaiola. All'interno delle varie razze rustiche devono essere individuate delle linee resistenti alle malattie e con buone attitudini al pascolo. Tra queste linee deve poi essere praticato l'incrocio di prima generazione ottenendo pulcini con buone caratteristiche di rusticità da destinare alla produzione di carne o di uova da consumo.


Pratiche d'allevamento
Una buona pratica d'allevamento è utilizzare la lettiera permanente nell'allevamento dei pulcini e delle pollastre. Questa deve essere costituita da uno strato di 10-15 cm. di truciolo, sarmenti della potatura trinciati o paglia tritata. Si possono anche utilizzare stocchi di mais tritati, pula di riso o avena o grano, torba e steli di mais. La lettiera permanente ha lo scopo di raccogliere e fermentare le deiezioni dei polli. Le feci infatti mescolate a paglia, truciolo, ecc. iniziano un processo di fermentazione che oltre a trasformare l'ammoniaca in azoto produce una quantità sufficiente di calore per distruggere le uova dei parassiti (vermi e coccidi) igienizzando l'ambiente d'allevamento. In un ambiente con ventilazione naturale per ottenere una buona fermentazione della lettiera è necessario non allevare, a metro quadrato, più di 10 polli oppure 4-5 gallina. Un numero eccessivo di capi produce anche una quantità eccessiva di deiezioni che con la loro umidità non favoriscono la fermentazione delle deiezioni. In queste condizioni l'ambiente sarà saturo di ammoniaca e le uova dei parassiti maturano e infestano i poll.
Per una maggiora manutenzione e efficacia si consiglia di rivoltare leggermente la lettiera almeno settimanalmente. Per migliorare le proprietà fisiche della lettiera permanente, rendendola meno facile ad agglomerarsi o ad infeltrirsi, è possibile l'aggiunta di calce idrata (mai usare calce viva) nella proporzione di 10-12 Kg. per 10 mq di lettera.
Tra le varie pratiche d'allevamento anche la pulizia dei locali e dei parchetti occupa un posto prioritario. Nelle zone a pascolo i terreni devono essere erpicati e vangati. A volte poi si rende necessaria anche una periodica ed energetica disinfezione e disinfestazione del suolo che può essere eseguita con solfato di ferro in soluzione al 10% rastrellando la superficie del terreno e calcolando circa un litro di soluzione per ogni metro quadrato di parchetto. Può essere inoltre utile lo spargimento di zolfo direttamente sul terreno (1/2 Kg./metro quadrato) per acidificare fortemente il terreno. Se lo spargimento di zolfo acidifica fortemente il terreno, per contro ostacola la vegetazione e distrugge insetti e altri artropodi di cui si possono cibare i polli.
Per combattere la progressiva infezione e infestazione dei terreni si può inoltre rendere utili la coltivazione di erbe robuste (di intense vegetazione e facile ricrescita) quali le graminacee del genere lolium. A volte può tornare utile disporre di due parchetti in rotazione favorendo così il pascolo in maniera alternata il che favorisce anche lo sviluppo della vegetazione.
Per quanto riguarda invece i locali alla fine di ogni ciclo d'allevamento è necessario pulire a fondo le attrezzature e il ricovero. A questo proposito si consiglia di procedere nel modo seguente:

  • asportazione di abbeveratoi e mangiatoie e loro pulizia;
  • asportare la lettiera permanente;
  • raschiare con una brusca le pareti interne del pollaio e i componenti dell'arredo: posatoi, nido, ecc.;
  • disinfettare le pareti interne e pulire a fondo con idropulitrice a vapore e poi lasciare le pareti all'azione benefica del sole (i raggi solari sono dei potenti battericidi e risanatori) e dell'aria per almeno 2 settimane;
  • imbiancare le pareti interne con latte di calce.

Alimenti di alta qualità
L'alimentazione, in zootecnia biologica, deve avere lo scopo di favorire la crescita e le produzioni fisiologiche degli animali. La somministrazione di razioni spinte aumentano le produzioni degli animali ma nel contempo portano gli stessi ad essere facilmente vulnerabili da malattie infettive e parassitarie. L'alimentazione dei polli deve inoltre garantire la produzione di carni salubri senza la presenza di sostanze estranee come medicinali, ecc.

Densità e ambiente
Tutte le attività zootecniche, anche quelle estensive, prevedono una concentrazione di animali superiore a quanto si verificherebbe in condizioni naturali. È necessario pertanto prevedere condizioni igieniche tali da garantire la non diffusione di malattie parassitarie e situazioni di stress per gli animali.
La concentrazione degli animali nell'ambiente d'allevamento è quindi condizione determinante per impedire le competizioni, il cannibalismo, lo sviluppo di malattie parassitarie come coccidiosi e verminosi, ecc. Durante l'allevamento al chiuso gli animali devono avere una concentrazione che a fino a 8 settimane non deve superare i 10 capi a mq in ambienti chiusi (pulcinaie). In seguito, quando gli animali vengono allevati in parchetti esterni, la concentrazione deve essere di circa un capo per 10 mq di parchetto.
Altra condizione igienica da non sottovalutare è la separazione degli animali dalle proprie feci. Le deiezioni sono infatti un portante veicolo di parassiti e devono essere gestite con tecnologie atte a limitarne il potere infestante.
Durante il primo periodo d'allevamento al chiuso le feci devono essere raccolte da una lettiera permanente costituita da truciolo di legno o altro materiale (paglia tritata, pula di riso, torba, ecc.) con potere assorbente. Durante l'allevamento all'aperto gli animali devono poter riposare, durante la notte, su posatoi sollevati da terra: quasi la metà delle feci viene infatti prodotta dagli animali durante il periodo di riposo e pertanto l'altezza dal suolo dei posatoi deve essere tale (circa 30 cm) da evitare il contatto dei polli con le loro feci.
Non da sottovalutare infine è l'umidità che è in grado di determinare lo sviluppo delle uova dei parassiti. Fonte di umidità, oltre alla concentrazione dei capi, sono gli abbeveratoi e le zone limitrofe. Negli ambienti d'allevamento chiusi (per il primo periodo), oltre a rispettare le concentrazioni precedentemente indicate, è necessario sistemare gli abbeveratoi su pedane in grado di isolare la lettiera permanente dalle perdite di acqua. Anche nei parchetti esterni gli abbeveratoi devono essere sistemati in griglie sollevate da terra allo scopo di evitare il contatto dei polli con il terreno bagnato a causa dell'acqua caduta dagli abbeveratoi. È necessario anche evitare che gli animali entrino con le zampe negli abbeveratoi inquinando l'acqua con feci, truciolo, ecc.
Molto importante è l'occhio dell'allevatore. L'operatore infatti, deve conoscere e capire i propri animali. L'osservazione del comportamento degli animali è alla base dell'allevamento e solo prevedendo ogni motivo di stress e ogni situazione patologica, è possibile condurre un allevamento sano.
Ancora tra le regole d'igiene da tenere presente:

  • Togliere immediatamente gli animali eventualmente morti e portarli al più vicino Istituto Zooprofilattico per accertarne le cause del decesso;
  • Non fare mai diagnosi di malattie a vista e non somministrare medicamenti se non su prescrizione veterinaria;
  • Non introdurre nei ricoveri già pieni attrezzature provenienti da altri ambienti o ancor
  • peggio da altri allevamenti.

Profilassi e cura
Per quanto riguarda la profilassi e le cure veterinarie, nell'allevamento del pollo edella gallina con metodo biologico, è ammesso l'impiego di prodotti fitoterapici (estratti vegetali, essenze, ecc.), omeopatici (sostanze vegetali, minerali o animali), gli oligoelementi, ecc. qualora l'uso di questi prodotti non si riveli efficace è consentito l'uso di antibiotici o medicinali veterinari allopatici applicati sotto la responsabilità di un veterinario e informando preventivamente l'organismo di controllo. Nel caso in cui in un allevamento avvenga la necessità di utilizzare antibiotici o medicinali veterinari allopatici per più di un ciclo di trattamenti gli animali non possono essere venduti come prodotti ottenuti con metodo biologico. Il tempo di sospensione, tra la somministrazione di medicinali veterinari allopatici e la produzione di derrate alimentari ottenute con metodo biologico deve essere di durata doppia rispetto a quello stabilito per legge o, qualora il tempo non sia precisato, di 48 ore.
Sono ammesse le vaccinazioni, le cure antiparassitarie e i piani obbligatori di eradicazione attuati a livello nazionale.
Alcuni trattamenti contro le malattie infettive sono obbligatori per legge mentre altri sono consigliati quando il virus è riscontato nell'ambiente. Per quanto riguarda il tipo di trattamento si consiglia, quando possibile, interventi naturali.
L'uso di medicinali veterinari deve essere conforme ai seguenti indirizzi:

  • i prodotti fitoterapici (estratti vegetali, essenze, ecc.), omeopatici (sostanze vegetali, minerali o animali), gli oligoelementi, ecc. sono preferiti agli antibiotici o ai medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica, purché abbiano efficacia terapeutica per la specie animale e tenuto conto delle circostanze che hanno richiesto la cura;
  • qualora l'uso di suddetti prodotti non sia verosimilmente efficace, o non si dimostri tale per le malattie e le ferite, e qualora la cura sia essenziale per evitare sofferenze e disagi all'animale, possono essere utilizzati antibiotici o medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica sotto la responsabilità di un veterinario;
  • è vietato l'uso di medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica o di antibiotici per trattamenti preventivi.

Oltre ai suddetti principi si applicano le seguenti norme:

  • è vietato l'impiego di sostanze destinate a stimolare la crescita o la produzione (compresi antibiotici, coccidiostatici e altri stimolatori artificiali di crescita) nonché l'uso di ormoni o sostanze analoghe destinate a controllare la riproduzione o ad altri scopi. Tuttavia possono essere somministrati ormoni a singoli animali nell'ambito di trattamenti terapeutici veterinari;
  • sono autorizzati le cure veterinarie agli animali, nonché i trattamenti degli edifici, alle attrezzature e dei locali prescritti dalla normativa nazionale o comunitaria, compreso l'impiego di sostanze immunologiche ad uso veterinario se è riconosciuta la presenza di malattie nella zona in cui è situata l'unità di produzione.

Qualora debbano essere impiegati medicinali veterinari è necessario specificare in modo chiaro:

  • il tipo di prodotto (indicando anche i principi attivi in esso contenuti);
  • i dettagli della diagnosi;
  • la posologia;
  • il metodo di somministrazione;
  • la durata del trattamento;
  • il tempo di sospensione stabilito per legge.

Queste informazioni devono essere dichiarate all'organismo di controllo prima che gli animali, o i prodotti animali, siano commercializzati con la denominazione biologica. Gli animali trattati devono essere chiaramente identificati, singolarmente per il bestiame di grandi dimensioni, singolarmente o a gruppi per il pollame e il bestiame di piccole dimensioni.
Ad eccezione delle vaccinazioni, delle cure antiparassitarie e dei piani obbligatori di eradicazione attuati dagli stati membri, nel caso in cui un animale o un gruppo di animali sia sottoposto a più di due o massimo tre cicli di trattamenti con medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica o antibiotici in un anno (o più di un ciclo di trattamenti se la sua vita produttiva è inferiore ad un anno), gli stessi animali o i prodotti da essi derivati non possono essere venduti come prodotti ottenuti conformemente alle disposizioni del regolamento relativo alle produzioni con metodo biologico.