| IL POLLO DELL'ABBAZIA - Tecniche - ACQUA |
dr. Maurizio Arduin (zoonomo - pubblicista)
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- IGIENE
L'acqua nell'allevamento
all'aperto
Per gli animali in allevamento l'acqua
può essere considerata il principale tra gli alimenti.
Basta infatti che venga a mancare, anche per un breve periodo,
e subito si riscontrano i primi danni: diminuzione dell'assunzione
di cibo, interruzione delle produzioni, cannibalismo (nel
caso delle femmine di coniglio dopo il parto), ecc.
L'acqua entra infatti nella composizione delle carni (60-70%),
dei prodotti dell'allevamento come le uova (66%) ed è
inoltre importante per innumerevoli funzioni dell'organismo.
Nell'organismo degli animali l'acqua favorisce le reazioni
cellulari, agisce come lubrificante per le articolazioni,
serve a rammollire gli alimenti facilita i processi di digestione
e assorbimento delle sostanze nutritive contribuendo al trasporto
dei prodotti finali della digestione dall'intestino alle varie
parti del corpo. Non deve essere poi dimenticato l'importante
ruolo che l'acqua riveste ai fini della regolazione della
temperatura corporea.
Non potendo essere immagazzinata, come invece avviene per
altri principi nutritivi (zuccheri, grassi, ecc.), l'acqua
deve essere sempre disponibile per una abbeverata regolare
e abbondante.
Sia in inverno che in estate l'acqua da bere deve essere pulita
e fresca e la sua temperatura ideale si aggira attorno ai
10-15°C. Un'abbeverata con acqua tiepida determina una
diminuzione delle sua proprietà dissetanti, mentre
un'abbeverata eccessivamente fredda può determinare
un abbassamento della temperatura corporea con minor produzione
di uva.
I problemi inerenti al susseguirsi delle stagioni (e quindi
al variare della temperatura esterna) sono maggiori in inverno,
quando la rigidità del clima porta alla trasformazione
dell'acqua in ghiaccio. Tale fenomeno risulta particolarmente
dannoso quando giunge ad interessare l'acqua contenuta all'interno
delle tubature, facendole letteralmente scoppiare. Chi possiede
un sistema di abbeveratoi automatici deve provvedere per tempo
a proteggere le conduttura dal gelo con un'adatta imbottitura
isolante (per esempio lana di vetro).
D'estate l'inconveniente di un eccessivo riscaldamento dell'acqua
di bevanda può essere ovviato semplicemente collocando
i contenitori all'ombra; sempre nella stagione calda, può
insorgere qualche problema con le vasche all'aperto, dove
l'acqua ferma si popola di alghe o di larve di insetti: se
poi i contenitori d'acqua si trovano sotto un albero, possono
riempirsi di rametti e di foglie caduche, soprattutto con
l'inizio dell'autunno. A tutti questi problemi si pone rimedio
facilmente effettuando frequenti operazioni di pulizia e di
ricambio dell'acqua.
L'acqua che deve essere distribuita agli animali in allevamento
deve anche rispondere ai requisiti fisici, chimici e batteriologici
che la rendono potabile. Non deve contenere sostanza inquinanti
ne essere veicolo di microorganismi responsabili di malattie.
Deve essere inodore, incolore e insapore. Dal punto di vista
batteriologico analizzando un campione di 200 cc. Non devono
essere presenti germi coliformi mentre la presenza di Eschericchia
coli e Streptococchi fecali non deve rilevarsi in un campione
di 100 cc. La presenza di sostanze chimiche (ferro, nitrati,
ecc.) deve essere conforme a quanto prescrive la legislazione
nazionale.
L'impianti idrico o il sistema di abbeverata degli animali
quindi deve essere studiato prima di iniziare una qualsiasi
attività zootecnica sia questa per attività
produttive o per hobby. Se possibile si consiglia di non allacciare
direttamente l'impianto di distribuzione alla rete idrica
(o ad una pompa) ma sistemare dei serbatoi di raccolta per
la successiva distribuzione dell'acqua. Tra gli abbeveratoi
e la fonte idrica (acquedotto o pozzo) ci deve pertanto essere
un serbatoio di raccolta ad un'altezza di 1-2 metri dal livello
degli abbeveratoi automatici. Questo ci consente di controllare
i consumi quotidiani e verificare eventuali variazioni dei
consumi che sono spesso sintomo di un inizio di malessere.
Ipotizziamo di allevare 500 polli da ingrasso: consumo medio
100 litri d'acqua al giorno. Dall'acquedotto l'acqua arriva
ad un serbatoio di 20 litri e da qui partono le linee per
gli abbeveratoi che distribuiscono acqua agli animali. La
vasca viene riempita una volta al giorno (per esempio alle
20.00) e poi il rubinetto di carico viene chiuso. Il giorno
seguente, alla stessa ora, la vasca viene riempita di nuovo
controllando il consumo effettuato. Se si verificano notevoli
sbalzi nei consumi, e non ci sono rotture o eccessivi sbalzi
di temperatura, si consiglia di controllare con cura lo stato
sanitario degli animali. Non va dimenticato che la disponibilità
di un serbatoio di raccolta è utili per la distribuzione
nell'acqua da bere di medicinali o integratori alimentari.
L'esigenza che l'acqua di abbeverata sia pulita e sempre disponibile,
è particolarmente sentita nei volatili che, a differenza
di altri animali, sono soliti bere ripetutamente piccoli quantitativi
d'acqua. Una insufficiente disponibilità di acqua comporta
una diminuzione dell'efficienza degli animali, una riduzione
dell'accrescimento e della deposizione delle uova. In base
alla specie, alla taglia e all'età dell'animale l'allevatore
deve scegliere il tipo di abbeveratoio più adatto a
soddisfare le esigenze dei nostri ospiti. Caratteristiche
fondamentali dell'impianto (abbeveratoi e tubi di collegamento)
devono essere le seguenti: materiale di buona qualità,
facile adattabilità alle diverse esigenze dell'allevamento,
praticità nello smontaggio e montaggio dei pezzi, facilità
di pulizia.
Successivamente, l'allevatore deve installare l'abbeveratoio
scelto alla giusta altezza. A questo proposito è utili
ricordare che per quanto riguarda gli abbeveratoi a goccia,
questi devono essere posizionati ad un'altezza pari a quella
del petto dell'animale considerato.
La maggior parte degli avicoli (polli, faraone e tacchini)
sono abbastanza sensibili a malattie parassitarie come coccidi
e vermi che si diffondono proprio in presenza di ambienti
umidi. Causa dell'umidità è spesso il cattivo
funzionamento degli abbeveratoi o l'acqua che gli animali
fanno cadere al momento dell'abbeverata. A tale proposito
si consiglia di utilizzare delle pedane per il drenaggio dell'acqua
che isolano agli animali dal bagnato.
In particolare i polli hanno un elevato fabbisogno d'acqua.
Proporzionalmente al loro peso, il fabbisogno d'acqua si può
infatti considerare due volte più grande di quello
di ogni altro animale domestico.
Normalmente la quantità di acqua consumata da una ovaiola
è 2-3 volte superiore a quella del mangime ingerito.
Il consumo può modificarsi sensibilmente (cinque volte
la quantità d'acqua rispetto al mangime ingerito) nel
caso di elevate temperature ambientali.
Con i pulcini di un giorno si consiglia di utilizzare abbeveratoi
manuali a sifone da 1,5 litri: uno ogni 30 pulcini. L'acqua
va rinnovata giornalmente avendo cura di pulire ogni volta
gli abbeveratoi e assicurandosi del loro buon funzionamento
in modo da garantire sempre e costantemente la presenza d'acqua.
dopo una settimana vengono aggiunti altri abbeveratoi in modo
che i pulcini inizino a prendere confidenza con la nuova attrezzatura.
Durante questo periodo e durante la riproduzione, sempre per
100 capi, sono necessari due abbeveratoi automatici a sifone
o 2,5 cm. Di spazio per capo se si adoperano abbeveratoi automatici
a canaletta. Possono anche essere utilizzati abbeveratoi automatici
a tazza (uno per 50 capi) oppure a goccia: uno per 25-30 capi.
Utilizzando abbeveratoi a sifone è importante considerare
la dimensione del piatto di base. Con un piatto di 18 cm.
si servono 30 capi, un piatto di 25 cm. è utilizzabile
da 100 capi mentre per 130capi occorre un piatto di 35 cm.
Utilizzando invece abbeveratoi a livello costante da circa
30 litri ne occorre uno ogni 100 capi. Sette o dieci sono
invece i capi che possono utilizzare un abbeveratoio automatico
a tazze mentre per il sistema a goccia si consigli l'utilizzo
di un abbeveratoio per 30-35 capi.
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